domenica 9 novembre 2008

Verso Sydney

ed eccoci qui, soli soletti a vagare per la costa est..dopo aver passato circa 3 settimane nel nord queensland tra barriera corallina e foreste pluviali, abbiamo cominciato la discesa verso Melbourne e abbiamo preso l'importante decisione di fare lunghe giornate in macchina per poi goderci i posti in cui arriviamo..in poche parole non vogliamo vedere tutto (la vera Australia l'abbiamo già vista) ma solo le cose rilevanti di questa parte, come alcuni bellissimi parchi nazionali e città importanti come Melbourne e Sydney, oltre a qualche altro punto di interesse come Baron Bay!il Queensland ci ha spennato economicamente (tra immersioni e cene fuori) e ci ha tolto anche molto tempo, per cui è inutile fare le corse per vedere tutto male, ma è meglio vedere ciò che si ritiene importante..abbiamo visto e vissuto talmente tante cose finora che non è che se ci perdiamo qualcosa finisce il mondo!
mi rendo conto che il mio italiano lascia il tempo che trova in questo post ma sono davvero stanco: abbiamo fatto 1000km circa in un giorno e mezzo!!ora però ci godiamo un paio di giorni un'isoletta corallina poi Fraser Island e Brisbane con i suoi vicini parchi nazionali!RELAX!Ilaria avrebbe detto: "non ce la posso fare!" :)
Dopo la crociera sulla barriera corallina e lasciata Elena, abbiamo visitato il non molto conosciuto altopiano di Atherton..bellissimo!davvero una delle parti più belle del Queensland per quanto riguarda la terra ferma con i bei paesaggi, i villaggi caratteristici e il circuito di cascate tra le quali meritano menzione le Milaa Milaa falls!
Abbiamo anche visitato un caseificio che produce oltre a formaggio, latte ovviamente e cioccolato..l'assaggio di formaggi è stato eccezionale e dopo 3 mesi ho riassaggiato il prosciutto crudo..ma quanto è buono!!ovviamente gli australiani ordinavano fish&chips..no comment..
Dopo il lauto pasto c'è stata la visita alle suddette Millaa Millaa Falls facenti parte di un lungo circuito di cascate; davvero notevole è stato anche passare dall'atre parte della cascata!foto di rito appena prima l'arrivo di un tour di 20 persone...fiuuu!altre dcascate del circuito sono le bellissime Ellinjaa Falls
Mi ero dimenticato di dire che la sera prima l'abbiamo passata in un campeggio a Yongaburra carino ed economico; abbiamo pagato in 2 16$ con attacco luce..in teoria era senza ma visto che nn c'era quasi nessuno nn ci hanno negato l'invenzione di Edison!
Nella cucina abbiamo fatto l'incontro di di un ragazzo messicano che studia ecologia e gira per i parchi nazionali, beato lui; e ad infoltire il gruppo c'erano quattro ragazzi dalle tendenze equivoche; uno tra l'altro mi guardava sempre, poi appena io e ale ce ne siamo andati via da vero marpione si è buttato sul messicano biascicando qualche parola in spagnolo!una volta tornati in tenda abbiamo sentito rumori strani, ma sto giro era l'ornitorinco che abita quelle zone!a proposito di animali, c'è una specie di struzzo qui chiamato Casuario che però nn siamo riusciti a vedere..
In zona ci sono anche i bei laghi di Echam e di Barrine, ottimi per un tuffo liberatorio!Altra attrazione della zona sono il Curtain fig tree e il cathedral fig tree. Sono delle piante di fico strangolatore che crescono come parassaiti su un albero intrecciandosi ad esso; col tempo l'albero muore e scompare mentre restano le radici aggrovigliate del fico che presentano all'interno una cavità vuota, precedentemente riempita dall'albero: l'effetto è notevle!
Dopo l'altopiano sono cominciati i famosi 1000km che ci hanno riportato prima a Townsville dove abbiamo cenato con il bbq, poi a Mackay, cittadina che quasi non sembra australiana molto trafficata e secca con una piscina pubblica gratuita enorme stile Cairns o Townsville su più piani e delle belle spaigge. In serata finalmente il traguardo, Yeppon, altro semisconosciuto paesino sul mare rampa di lancio per l'isola corallina di Great Keppel dove andremo domani!il campeggio in cui ci troviamo sembra un ospizio ma è economico (19$ con attacco luce..ancora una volta avevamo chiesto senza ma forse quando vedono la macchina facciamo pena..in tenda senza elettricità..) e pulito e si trova a ridosso di una bellissima spiaggia da cui sono appena tornato dopo una passeggiata notturna sotto le stelle..che bello davvero!
L'ultima nota riguarda la macchina, che nonostante lo scotch che la tappezza ha deciso, scaricata di molto peso ormai, di fare 700km con un pieno a 110/120 KM/h con i finestrini aperti, si perchè l'aria condizionata è andata!!










martedì 4 novembre 2008

EAST COAST!!

MAGNETIC ISLAND, PALUMA RANGE NP, CAIRNS (Alessandro)

PER LE FOTO..

Allora, riprendendo il discorso precedente, faccio una panoramica su Magnetic Island: è un'isola che si trova all'interno della barriera corallina ma non è famosa e non deve la sua bellezza alla limpidezza dell'acqua (che non ha). Il bello sta nei sentieri, nelle baie nascoste, nei koala e nel verde che copre gran parte dell'isola.
Purtroppo l'acqua è abbastanza torbida rendendo lo snorkelling non meraviglioso e le immersioni bruttine..noi ovviamente abbiamo fatto un'immersione forti del brevetto, più per allenamento che per altro. Su questa immersione ce n'è da parlare! Quando decidiamo di prenotare dall'ostello, ci viene detto che probabilmente le immersioni erano state annullate per la presenza di un coccodrillo che bazzica in quelle acque..un coccodrillo, solo uno!dal negozio ci dicono invece che è ok, bisogna solo vedere dove si trova il coccodrillo e andare dalla parte opposta!!ok, siamo coraggiosi ma i vari rimandi dovuti alla difficoltà di individuarlo fanno crescere la tensione..alla fine il rasta obeso gestore del negozio dice:"pare che il coccodrillo sia a nord, ci immergiamo a sud". Ci immergiamo no, visto che lui resta in ufficio. Dopo la prassi dell'equippaggiamento e varie domande in cerca di risposte rassicuranti siamo in acqua, visibilità 50 cm, corrente e coccodrillo in agguato!abbiamo solo intravisto una manta ma alla fine dell'immersione (l'abbiamo fatta solo io e Ale, mia sorella si è ben guardata dal finire spuntino del coccodrillo) eravamo felici di essere tutti interi e soprattutto di non aver avuto problemi in quelle condizioni, con attrezzatura tra l'altro scadente!IL resto del tempo l'abbiamo passato a camminare tra alture e le belle baie di Arthur Bay, Radical Bay e Balding Bay. Horseshoe Bay, la più famosa, è paesaggisticamente bruttina ma molto attrezzata per gli sport d'acqua!Davvero carino l'ostello YHA nella foresta dei Koala. Più che un ostello infatti sembrava un campeggio con i tipici bungalow di montagna al posto delle camerate!merita davvero!lasciata magnetic
Island il terzo giorno, la prima tappa è stata il Paluma Range NP, sconosciuto e bellissimo parco nazionale non lontano da Townsville; ci sono delle belle cascate e profonde pozze in cui tuffarsi da un sasso di circa 5 metri!bellissimo, ma acqua gelida!!Il parco è composto dal Little creek, la parte più carina appena descritta, il big creek che non abbiamo visto, Paluma, il caratteristico villaggio. Dopo Little creek ci siamo "arrampicati" per la montagna per vedere Paluma e la bella rainforest che la circonda: stupenda la strada panoramica, bella esperienza se non fosse per quello che è accaduto la sera..abbiamo campeggiato in un campeggio nei pressi del Paradise Waterhole, una sorta di lago, in cui ci si registra da soli (leggi è gratis)..eravamo noi 3, una coppia di tedeschi discotecari e un tipo strano..dopo una cena frugale è calata la notte velocissima, cosi come il sonno. Sonno interrotto però da una voce cantilenante, lontana, che ha detto qualcosa che ovviamente non ho capito. Appena sveglio mi sono accorto che anche Ale lo era, ma non mia sorella (questa sarà un pò una costante)..le ho chiesto se anche lei avesse sentito la voce e la risposta è stata si; intanto si sveglia anche Elena e non capisce cosa stia
accadendo; quando realizziamo che la voce pareva un coro tipo quello delle messe ci siamo guardati, ho acceso la macchina e ci siamo dati a una gran fuga alle 4 di notte, per una strada sterrata buia!per fortuna nel tragitto si è fatto giorno cosi ci siamo subito diretti a Cairns. Durante il viaggio abbiamo provato a ricostruire la vicenda in maniera oggettiva ma davvero non abbiamo idea di cosa potesse essere quella voce, melodica e inquietante alle 4 di notte nei pressi di un lago..avessimo almeno capito cosa diceva..vabè ho i brividi, basta!!
Fortunatamnete la tappa successiva è stata la bella Mission Beach, con tutte le sue spiagge tropicali, ampie e ben curate. Garners Beach è molto bella ma Mission Beach South è davvero notevole grazie a tutte quelle palme a ridosso della spiaggia lunga e soffice!l'acqua era calda ma niente di che..In serata finalmente siamo a Cairns e troviamo subito il bellissimo campeggio Big4, davvero spettacolare. Il posto in tenda costa 16$ a persona con attacco luce, bagni pulitissimi ( dotati di tutto: sapone, asciugacapelli, piante decorative e perfino musica) , cucina fornita, erba (siii) 2 piscine e 2 spa, cinema all'aperto, materassi per saltare e cosi via!diciamo di essere in 2 tanto dobbiamo stare solo una notte e partire per Cape Tribulation la mattina presto (nessuno ci avrebbe controllato); cmq il posto era cosi bello che infatti io ora sto scrivendo da qui..ci siamo tornati altre 4 notti dichiarandoci però in 3 stavolta..

DAINTREE NATIONAL PARK, GRANDE BARRIERA CORALLINA (Alessandra)

La mattina presto partiamo per il Daintree National Park: ci fermiamo prima a Mossman Gorge in una bella piscina naturale in mezzo alla foresta tropicale.
Ale è l'unico ad osare il bagno: l'acqua è gelida.
Ci avventuriamo poi lungo un sentiero di 2 km che si addentra nella foresta tra le liane e alberi stranisssimi.
Ritorniamo affamatissimi ma ci aspetta un pranzo frugale con tonno e mais peraltro circondati da alcune specie di tacchini ( forse cuccioli di casuari ) pronti a nutrirsi di tutto quello che lasciamo cadere.
Fortunatamente appena finito il pranzo spunta inaspettatamente il carretto dei gelati: ovviamente ne approfittiamo!!
Rifocillati ci rimaettiamo in marcia e andiamo a prendere il traghetto per attraversare il fiume e d arrivare nella zona nord del parco Nazionale: Cape Tribulation!
Ci siamo imbarcati con la macchina al modico prezzo di 19 dollari per 20 secondi di tratta.. ovviamente anche qui la Lonelyplanet indicava prezzi del tutto non aggiornati!!!
Cape Tribulation sembra un' isola contornata da spiagge bianche e selvagge.
E' veramente uno spettacolo vedere la foresta che arriva fino al mare.
Purtroppo qui non si può fare il bagno perchè ci sono sempre loro... I COCCODRILLI!!!
Sappiamo che anche qui c'è un campeggio, a Noah Beach, dove ci si registra da soli lasciando i soldi in una cassettina di legno all'entrata: noi ovviamente decidiamo di arrivare lì nel tardo pomeriggio così da essere di poco disturbo (dormendo in macchina e senza fare la doccia).. insomma di stare gratis!
Scopriamo presto però che qui la situazione è un pò diversa dal solito: ci sono solo 17 piazzole e vanno prenotate prima chiamando l'ufficio del turismo e pagando direttamente loro.
Si può quindi accedere al campeggio solo con un permesso che noi non abbiamo ( l'ufficio ormai era anche chiuso ).
Che fare? non abbiamo molta scelta.
Aspettiamo davanti all'entrata e consumiamo la nostra cena in macchina!!!
Intanto controlliamo tutte le macchine che entrano sperando che non vengano occupate tutte le piazzole: ne erano rimaste solo 4!
Subito arriva sparata una macchina e ne occupa una: sanno con decisione dove devono andare.. hanno sicuramente il permesso!!
Ok ce ne sono ancora tre!Ale ovviamente comincia a fremere per entrare ma è troppo rischioso: potrebbe ancora

arrivare il legittimo proprietario della piazzola e verrebbe smascherata la nostra abusività. E potrebbe anche

arrivare il ranger a controllare i permessi!!
Intanto invece arriva un'altra macchina: si ferma titubante all'entrata e li vediamo discutere sul da farsi...

Scoperti!!Sono altri abusivi come noi. Entrano ma fanno solo un giro di ispezione e se ne rivanno (li vedremo

tornare nel cuore della notte e fermarsi nell'ultima piazzola disponibile ).
Ok è il nostro momento. scegliamo la nostra piazzola e ci accampiamo (in macchina ).
Sono solo le 8 ma è buio pesto: fortunatamente il sonno arriva presto e mentre parliamo crolliamo.
La notte però sembra non passare mai: fa caldissimo ma per ragioni di sicurezza cerchiamo di tenere il più

possibile i finestrini abbassati!
Che scomodità!!
All'alba cela diamo subito a gambe: apriamo gli occhi, accendiamo il motore e viaaaa!!
Piove anche un pò.
Andiamo ad ammirare l'alba da un'altra spiaggia e poi riprendiamo il battello.
La prima sosta è in un bar per una super pesantissima colazione ( più costosa di quanto sarebbe stato il permesso

per il campeggio).
Abbiamo diversi progetti per la giornata ma siamo stanchi e andiamo dritti in campeggio dove ci rilassiamo in

piscina.. che bello!!!
LA giornata successiva il tempo appare un pò incerto e decidiamo di visitare Kulanda: un piccolo paesino nel mezzo

della foresta famoso per i suoi mercatini artigianali.
Ci sono diversi modi suggestivi per arrivarci: un trenino storico che passa per la foresta o una seggiovia che

sovrasta le Barron Falls ( le cascate vicino il paese ).
Noi decidiamo un metodo "più classico": la nostra macchina!!!
Ok sarà meno suggestivo ma risparmiamo quasi 100dollari a persona!
Apppena arrivati io e Elena ci immergiamo nelle bancarelle seguite passo passo da Ale che si lamenta e si annoia!
Dopo il giro nel mercato andiamo a visitare le Barron Falls.
Sono probabilmente le più belle che abbiamo visto finora.
Purtoppo però non si può scendere alla base e dobbiamo ammirarle da un lookout: ci sono dei ragazzi che si sono

avventurati oltre ma ci viene detto che sono dei locali e conoscono il tragitto che non è un sentiero ufficiale.
Torniamo al campeggio a rilassarci un pò: le prossime giornate saranno impegnative.
Abbiamo deciso di dedicare gli ultimi due giorni della nostra vacanza in tre alla barriera corallina.
Abbiamo consultanto tutti i depliant e le offerte disponibili per cercare la giusta combinazione: niente di troppo

commerciale e turistico stile villaggio vacanze e niente di troppo costoso!!
Ma ovviamente vogliamo anche vedere delle belle aree della barriera corallina.
La domenica decidiamo di andare Green Island: si tratta di un piccolo atollo sull abarriera corallina e come

suggerisce il nome è l'unica con la vegetazione al suo interno.
Il traghetto è pieno di turisti asiatici che scattano mille fotografie ridicole e ci sono anche delle signore indiane che cantano per tutto il viaggio!!
Arriviamo a destinazione dopo poco più di un'ora.
L'acqua sembra cristalina anche nei dintroni del porto ma noi decidiamo di non accontetarci come altri "banali" turisti e ci spostiamo più a sinistra: risultato.. ci allontaniamo inconsapevolmente dai coralli e per la prima ora di snorkelling non vediamo che erba!!!
Nel prezzo del biglietto è compreso anche un "glass bottom tour" ovvero un giro su una piccola barca con il fondo di vetro.
Da bravi italiani arriviamo tardi e vediamo la barca partirci davanti ma fortunatamente risuciamo a prenotarci sulla successiva, dopo venti minuti.
Eravamo titubanti riguardo questo tour che sembrava molto una trovata turistica per chi non sa nuotare invece restiamo piacevolmnete sorpresi: vediamo anche due sualetti di barriera!!
Al ritorno dalla breve gita abbiamo solo un'ora prima che il battello riparta.
Decidamo di "accontentarci" di fare snorkelling vicino al porto in mezzo ai turisti giapponesi ( del resto anche noi con la muta di lycra contro le meduse siamo sufficientemente ridicoli ).
Ed ecco la sorpresa: il porto è pieno di coralli!!!
Che fessi che siamo.
La sera in campeggio grande cena con brodetto di pesce e dolce per il compleanno di Elena.. altro che tonno e fagioli!!!
Crolliamo stanchissimi.. il giorno dopo ci aspetta un' altra gita in barca.
Andremo sulla barriera corallina per fare snorkelling e diving.
La compagnia che abbiamo scelto si chiama "Reffdaytripper", è una barca a vela che può ospitare massimo 20 persone.
L'area dove andiamo si chiama Opulo Reef.
Io e Ale facciamo prima diving ed è veramente bello!!!
Anche lo snorkelling permette una buonissima visibiltà anche se siamo stanchissimi.
Sulla via del ritorno ci spazzoliamo un vassoio di formaggi e frutta.
Alla fine abbiamo scelto la giusta compagnia: è stata proprio una bella giornata.
e la mattina dopo eccoci qui di nuovo: Elena è partita all'alba e noi stiamo aggiornando il blog dal campeggio di lusso che ci dispiace proprio lasciare.
Siamo pronti a ripartire e dopo tanta compagnia ora iniziamo la nostra parte di viaggio da soli.
Ilaria e Fabio sono tornati in Italia per un mesetto e non nego che il pensiero va spesso a quando ci arriveremo

anche noi: a volte l'idea spaventa un pò ma un' altra parte di me non vede l'ora!!

lunedì 27 ottobre 2008

AVVENTURA DA CAMPEGGIO PARTE SECONDA (Darwin - Cairns)

Eccoci di nuovo in Australia: ad attenderci tende, sacchi a pelo, fornelletto e raguletto.
E' finita la pacchia e l'era del lusso!!
Abbiamo anche una nuova compagna di viaggio: è arrivata Elena, la sorella di Ale e divideremo le prossime tre settimane di avventure e disavventure.
All' alba siamo all'aeroporto e subito decidiamo di dirigerci verso il Kakadu: meglio non fermarsi troppo a Darwin anche perchè la stagione delle piogge è vicina e comincia a dare i primi segni: chi si ferma è perduto : ) !!
La stanchezza è tanta ma lo è anche la curiosità di addentrarci nel parco nazionale più grande d'Australia.
Campeggiamo all' interno del Parco in un campeggio di lusso che ha anche piscina e idromassaggio il che a volte è l'unico rimedio contro il caldo insopportabile.
Il primo giorno visitiamo Ubirr, sito conosciuto per i resti di arte rupestre aborigena.
Torniamo qui anche al tramonto per godere delle vista da sopra la collina che domina l'immensa pianura sottostante.
L'indomani sveglia all'alba: andiamo a fare la crociera sullo Yellow Water.
Sembra di essere stati catapultati in un documentario: vediamo ogni razza di uccelli e tantissimi coccodrilli.
L'effetto poi della foschia del mattino regala un' atmosfera inimitabile.
E' sicuramente uno dei posti più spettacolari che abbiamo visto qui in Australia.
Domani ci rimettiamo in marcia..fa caldo ed è pieno di mosche ma non ci arrenderemo ; )

(ALESSANDRO)
E infatti non ci siamo arresi e dopo una settimana siamo riusciti a raggiungere la costa est!!
SUBITO UNA CONSIDERAZIONE: MEGLIO LA COSTA OVEST, SEMPRE E COMUNQUE..NON C'E' PARAGONE, E' LA VERA AUSTRALIA!!
Ok, dicevo del viaggio..dopo il Kakadu, ci siamo diretti verso l'altrettanto spettacolare Nitmiluk National Park, visitando prima le Edith Falls, belle cascate con annessa piscina naturale, poi Katherine Gorge, spettacolare gola scavata dal fiume Katherine. La parte migliore è stata la traversata della gola in canoa..le donne in doppia io in singola!davvero bello, peccato che non abbiamo visto nessun coccodrillo!:) è stata una faticaccia ma ne è valsa davvero la pena, un meraviglioso contatto con la natura!il campeggio poi era popolato di simpaticissimi wallabies che ho anche accarezzato!
il terreno era davvero scomodo e non è stata una delle migliori dormite..bè diciamo che ultimamente comodità non è una parola molto usata dalle nostre parti!anche perchè la macchina ha un passeggero in meno rispetto a prima, ma è sempre piena, mah. Tra l'altro le macchina è stata utilizzata anche come alloggio!a Townsville, ci abbiamo dormito in un parcheggio e quando abbiamo deciso di sportarci perchè si stava creando confusione attorno a noi, ci ha fermato la polizia per il controllo dell'alcohol!ovviamente non avevo bevuto ma avevo una faccia, dei capelli e un alito (strano che l'apperrecchietto non l'abbia rilevato) che meritavano una multa!cioè sembravo Gigione di "Gigione e Donatello"!
Riprendendo il filo del discorso..dopo l'esplorazione dei parchi nazonali del Northern Territory, è cominciata la corsa all'est attraverso paesaggi deserti, caldo infernale (si è anche rotta l'aria condizionata), espedienti vari (ad esempio "cogliere" mango dagli alberi per fare colazione), pasti magri e grami e città deserte o pressocchè tali..Alcune meritano menzione: Mataranka per le sue piscine termali calde e per il campeggio scandalosamente abbandonato alla mercè delle volpi volanti che li hanno creato una vera e propria colonia; Newcastle Waters, città fantasma con albergo fantasma comunque ancora accessibile e un pò tetro; Daly Water, cittadina surreale piena di "monumenti" divertenti come una vasca da bagno in mezzo alla strada al posto di una fontana, un pub arredato da biancheria intima di ogni tipo, tessere di studenti, banconote, cappelli e cose cosi;Tennant Creek, per la vicinanza alle formazioni rocciose chiamate Devil's Marbles, davvero impressionanti, soprattutto al tramonto..
L'ingresso nel Queensland è accompagnato dal solito cartello di benvenuto trash..con foto trash!
Il paesaggio è cambiato, è meno arido e la prima città degna di nota è Mount Isa che i ridicoli della Lonely Planet hanno definito di notevole bellezza e circondata da aspre catene montuose..a parte che è bruttissima ma poi non ci sono affatto montagne, solo collinette..tra l'altro la piscina del campeggio era gelida, ma tipo 15 gradi!la sosta è stata quindi tecnica (salvata dal bel lago vicino alla città) e lasciarsi alle spalle Mt Isa è stato un sollievo!
la costa l'abbiamo vista solo il giorno successivo dopo svariate ore di macchina nel nulla e con gambe e schiena a pezzi. Durante il tragitto abbiamo anche mangiato in un'area di sosta con mosche e puzza di cadavere di qualche animale morto..
Quindi è intuibile che Townsville sia stata un miraggio!per 3 giorni abbiamo percorso l'outback attraversando paesi che davvero sembrano esistere solo nei film..memorabile è stato l'episodio dell'aria condizionata..non ricordo il nome del paesino, ma quando ci siamo fermati li per farla controllare, il meccanico mi dice quale è il problema ma non lo risolverà perchè è troppo un lavoraccio!!ok, andiamo al bar a prendere dell'acqua e sulla porta c'è la locandina con la faccia del meccanico candidato a delle elezioni locali!certo sono sicuro che manterrà tutti gli impegni!
Che dire di Townsville, una città carina ma niente di che, con molta vita, un bel lungomare organizzato benissimo con bbq gratuiti e una grande piscina artificiale di acqua salata a ridosso del mare. Piacevole davvero per chi arriva dal deserto!è anche la rampa di lancio per Magnetic Island, isola su cui ci troviamo ora e che abbiamo appena cominciato ad esplorare!per ora il parere è positivo, ma solo tra un paio di giorni il verdetto finale! :)













martedì 21 ottobre 2008

BALINSIDE

BALINSIDE

Sembra ieri eppure dopo 2 settimane eccoci di nuovo a Darwin.. il soggiorno balinese si è concluso velocemente e ora siamo di nuovo qui: a volte il pensiero si concentra sulle nuove avventure australiane che ci aspettano, a volte si guarda indietro e si sente la nostalgia di Ila e Fabio che sono rimasti a Bali a volte addirittura, quando la stanchezza prende il sovravvento, il pensiero vola avanti di due mesi e si pensa a casa, quella vera.
Ma veniamo a Bali ... che dire?
Ci sarebbero tante cose da raccontare, altre bisognerebbe viverle sul posto per capirle.
Ormai per noi 4 avventurieri sfiaccati dal caldo, dalle lunghe ore in macchina schiacciati come sardine, sporchi dell'indelebile terra rossa che dal Karjini c'era penetrata nei polmoni Bali era quasi un miraggio ed invece il 3 Ottobre si è trasformata in realtà!
La prima tappa indonesiana è, come per molti turisti, Kuta.
Prendiamo un taxi dall'aeroporto optando per uno di quelli " ufficiali " con tariffa fissa .. in realtà il tassista non sembra molto diverso da un abusivo: prima si ferma in mezzo alla strada sotto il sole per dieci minuti per parlare con degli amici poi, forse dopo aver testato la nostra pazienza e disponibiltà, prova ad inidirizzarci all'Hotel di un suo amico.
Noi rifiutiamo convinti di trovare un posto più economico in centro ma lui a un paio di km dall' arrivo si ferma sostenendo in un inglese confuso che con la macchina non poteva andare oltre.
Ci fidiamo perchè la strada davanti a noi sembra veramente intasata.. Sbagliamo!
Dopo 10 minuti che camminiamo sotto il sole con i borsoni incontriamo il " nostro tassista " proprio nella zona dove eravamo diretti noi: se ne sta lì a bivaccare con i suoi amici.
Impariamo presto che dei balinesi non bisogna fidarsi troppo perchè per molti di loro il denaro, specie il tuo, viene prima di tutto.
Ma comunque siamo a Kuta!!
Molti di voi la conscono probabilmente per gli attentati terroristici degli anni passati.
Kuta è un posto straturistico, straripante di ristoranti, resorts , locali di ogni genere e brulicante di gente e di negozi.
Per noi è solo punto di partenza dove trascorrere la prima notte e magari concederci un pò di shopping e relax.
Proviamo a cercare una sistemazione economica ma confortevole ma all' inizio la fortuna non sembra dalla nostra parte e ogni posto si presenta esaurito.
In un angolo di una stradina brulicante di bancarelle scorgiamo un Hotel veramente elegante e decidiamo di provare a chiedere: l'unica camera disponibile per 4 è la superior, vale a dire un appartamento a bordo piscina con due piani, due bagni, veranda e balcone.
La cifra da pagare ha tanti zeri e potrebbe spaventare: 1.350.000 Rupie ... convertiamo in euro: 25 € a persona!: )
Crepi l'avarizia: per la prima sera ci trattiamo da pascià!
Facciamo un giro per negozi e in spiaggia ( sembra Rimini ) e poi ci rilassiamo nel nostro supermega appartamento: la sera abbiamo addirittura una delle due piscine tutta per noi!
La mattina dopo la colazione è a dir poco favolosa: un buffet con una scelta vastissima dal dolce al salato.
Ma è già ora di partire: direzione Nusa Lembogan, una piccola isola di fronte Bali nella quale abbiamo prenotato 5 notti nel B&B dei genitori di una mia ex collega a Perth.
Chiediamo alla reception di chiamarci un taxi ma loro ci indirizzano agli abusivi.. anche nell'Hotel di lusso i Balinesi non perdono il vizio!!
Dopo una lunga contrattazione ci accordiamo con un tipo che ci porta al porto.
Piccola parentesi sulla contrattazione in generale a Bali: sparano prezzi sfacciatamente alti!Possono non sembrare esagerati per gli standard occidentali ma il prezzo giusto è solitamente un terzo di quello che loro propongono ( quando si diventa bravi nella contrattazione come ha fatto Alessandro negli ultimi giorni si può ottenere addirittura un quinto ).
Siccome si è fatto più tardi del previsto siamo costretti a prendere il servizio di navetta veloce, un pò più costoso del semplice battello ma in mezz'ora siamo a Nusa Lembongan.
A me e Ilaria non sembra vero di toccare terra considerando la guida spericolata del pilota che si divertiva a farci volare tra le onde alte: sembrava di essere alle giostre sul tagatà!!!
I genitori della mia amica sono in ferie: siamo nelle mani di un gruppo di ragazzetti indonesiani che lavorano lì come camerieri e che, sfortunatamente per noi, conoscono qualche frase standard in italiano ( del tipo buongiorno, mangiare e ovviamente qualche immancabile bestemmia ) che ci ripeteranno per tutto il nostro soggiorno.
L'isola è veramente bella: pur essendo parecchio turistica mantiene degli aspetti di forte tradizione.
Ogni mattina mentre facciamo colazione vediamo uomini e donne lavorare alla raccolta delle alghe, caricarsene ceste piene sulla testa e lavorarle per pulirle dalla sabbia con calma e precisione.
E' strano vedere quanta cura e dedizione dedichino a cose che a noi sembrano inutili: le donne a BAli per esempio lavorano continuamente piccoli cestini fatti a mano nei quali accendono incensi prufamati che distribuiscono lungo le strade.
Io e Alessandro conosciamo anche Zack: il nostro istruttore di sub.
Io a dire il vero sono ancora abbastanza titubante ma mi convincono a provare e così inizia il nostro corso intensivo di tre giorni.
Devo dire che è stato veramente faticoso: la mattina teoria sul manuale ed esercitazione in piscina e il pomeriggio prova in mare e poi di nuovo esercizi in piscina il tutto ovviamente con tutta l' attrezzatura scomoda e pesante.
Alla fine della prima sera ero devastata e nervosa e quando Ale mi ha consigliato di prenderla con più tranquillità per tutta risposta gli ho lanciato contro una ciabatta!!
Ma poi ho capito che era una cosa in cui volevo veramente riuscire e Ale mi ha aiutato così dopo 3 giorni abbiamo finalmente ottenuto il brevetto PADI OPEN WATER.
Nel frattempo era rimasto solo un giorno a Nusa lembogan e abbiamo fatto un giro in motorino con Ilaria e Fabio tra i villaggi: abbiamo incontrato gruppi di bambini che salutavano in inglese, siamo passati davanti ai templi e ascoltato i loro canti inquietanti e, come tutte le sere qui a Bali, siamo andati a cena fuori!
I tempi del fornelletto da campeggio sembrano lontani...
Il viaggio del ritorno verso l' isola principale è ancora più movimentato dell'andata: una ragazza spaventata scoppia perfino in lacrime!
Ovviamente Alessandro e Fabio si divertono.
abbiamo deciso di alloggiare ad Uluwatu, sulla costa a sud-ovest: è una località adatta al surf e molto caratteristica sebbene tursitica.
Troviamo una camera al "The Gong", una specie di ritrovo per surfisti.
La camera costa circa 8euro: è piccola ma carina e pulita.
In zona scopriamo per caso anche un ristorante italiano: la Trattoria dove per 4€ mangiamo tortellini fatti in casa! Ovviamente diventiamo clienti fissi.
Uluwautu è a picco sul mare: l'accesso al mare non è facile ma il paesaggio è affascinante e i tramonti sulla scogliera con i surfisti sullo sfondo sono da cartolina.
Il mare è grosso e surfare qui non è facile perchè sul fondo c'è il corallo ma Fabio si butta comunque.
Lungo il percorso sulla scogliera ci sono tutti piccoli ristorantini e negozietti: ad ogni metro tentano di venderti magliette etc. Ma le più insistenti sono le " massagiatrici " che tra le altre cose sono tutte anziane e non sono neanche professioniste: sono le stesse che chiedono 3000 Rupie per il parcheggio all'entrata.
Uluwatu ci piace e decidiamo di fermarci un paio di giorni più del previsto: sappiamo che l'interno è pieno di località interessanti ma a dire il vero abbiamo proprio bisogno di riposo.
Io e Ale trascorriamo perfino una mattinata in una spiaggia di un resort dall'altra parte della costa, a Nusa Dua.
E' uno dei posti che forse per natura eviteremmo ma in quel momento è proprio il relax che cerchiamo anche se sembra di essere alle Pallotte a Pescara!
Nel frattempo cambiamo sistemazione perchè il The Gong è pieno e ci spostiamo in una guest house a pochi metri di distanza gestita da Bobby e da suo figlio, John: parlano pochissimo inglese e ridono sempre come matti.
Lui si presenta come uno dei migliori amici di Del Piero che, a quanto lui sostiene, è andato lì a surfare nel lontano 1993.
Sono gentilissimi e le camere non sono affatto male e poi sono le più economiche disponibili credo: paghiamo meno di 5euro a camera!
Gli interni sono tutti rivestiti in stile tipico con canne di bambù: l'unico problema è che quella nostra comunica con la stanza affianco tramite un ampio varco sul soffitto e considerando che la prima notte i due ragazzi che ci alloggiavano hanno discusso e sono venuti alle mani non è stato il massimo!!
Uluwatu è conosciuta anche per ospitare uno dei templi più suggestivi dell'Indonesia che si staglia a picco sul mare.
Durante la nostra visita ci siamo imbattuti in tante scimmiette dispettose che tentano di imitare i comportamenti umani indossando occhiali da sole o bevendo una lattina di Coca Cola: sono troppo divertenti!
Decidiamo di prendere parte alla danza del fuoco che prende parte all'interno del tempio anche se il biglietto è un pò costoso rispetto alla media.
Abbiamo letto e sentito che lo spettacolo è pensato per i turisti ma che comunque è interessante: NIENTE DI PIù SBAGLIATO!!!
A nostro avviso lo spettacolo è pensato esclusivamente per spillare soldi ai turisti ( ormai la cosa comincia a non divertirci più!)
Gli pseudo attori sono scoordinati e impreparati: alcuni li abbiamo riconosciuti e sono gli stessi che lavorano nei negozietti al mare.
Lo spettacolo non ha nulla di tradizionale o tipico è piuttosto una parodia della loro stessa cultura, si ridicolizzano da soli e la cosa più triste è che lo fanno nel tempio, in un luogo altrimenti chiuso al pubblico e tutelato ( pensate che le donne con le mestruazioni non possono entrarci in quanto impure!!!).
E' stato proprio deludente.
Io e Ale decidiamo di trascorrere glu ultimi due giorni verso l'interno che abbiamo letto essere più legato alle tradizioni.
Arriviamo in motorino fino A Ubud, piccolo villaggio dell'entroterra.
Troviamo una camera elegante e pulitissima in centro: la nostra finestra affaccia su una specie di stagno adibito alla coltivazione del riso.
Facciamo un giro per il grande mercato e per i negozi.
Il giorno dopo da qui partiamo con il motorino verso il lago Bratan, a nord dell'isola, sulle cui rive sorge il tempio Ulun Danu.
La giornata non inizia nel migliore dei modi: ci ferma la polizia ad un posto di blocco e trova il pretesto per farsi pagare la tangente.
La strada per arrivare passa attraverso piccoli villaggi dove abbiamo modo di osservare la vera realtà balinese: signore che lavano i panni nelle pozze, altre che vendono chicchi di caffè macinati da loro al momento..
Passiamo anche a zona delle terrazze di riso e decidiamo di fermarci a mangiare qui in un ristorante con terrazza: sembra lo scenario di un film ambientato in oriente, tutto perfetto e ordinato.
Poi finalmente si arriva al tempio e devo dire che meritava veramente il viaggio in motorino.
L'atmosfera è davvvero suggestiva.
Tornati a ubud in serata troviamo anche qui un ottimo ristorante italiano, il Black Beach,
Chi avrebbe mai pensato di mangiare italiano così bene a Bali??
E così arriva il nostro ultimo giorno a bAli: torniamo ad Uluwatu dove ci aspettano Ilaria e Fabio.
Passiamo la giornata insieme in completo relax e in serata si parte!!
Bobby ci fa da tassista per l'aeroporto: che tristezza salutare Ila e Fabio!!
In due ore e mezza siamo a Darwin.. E' di nuovo Australia!!!