martedì 24 gennaio 2012

Verso le montagne e di nuovo giù: Bangkok - Chiang Mai - Hua Hin


Uno dei nostri uffici improvvisati..

Bangkok ha l'odore delle spezie forti, di fogna in alcune parti, di smog e di umidità oppure profuma della frenesia asiatica, dei fiori per le offerte e di incenso, dipende tutto da come si sceglie di viverla. A me peraltro gli odori delle spezie asiatiche piacciono.

Comunque dopo pochi giorni nella capitale ci spostiamo a nord, verso Chang Mai, dopo un comodissimo viaggio in treno di dieci ore che diventano 13 per via di un ritardo.
Questo treno era un seconda classe aria condizionata, e passavano da bere acqua e coca cola e da mangiare il riso con polpette al lemon grass (che sa di svelto al limone) e dolcetti vari. Tutto mangiabilissimo, e soprattutto compreso nel prezzo del biglietto.

Quelle arancioni sono le polpette al lemon grass/svelto

Chang Mai è una cittadina a misura d’uomo, molto affascinante e vivibile, perfetta per fermarsi più giorni se si segue un corso, magari di massaggi. E’ una città piena di templi e questo mette allegria: si perché qui i luoghi di culto e le occasioni di ritrovo religiose sono allegri, non cupi come le nostre buie chiese ritrovo di peccatori. Questa è una cosa che avevo notato anche ad Istanbul, a proposito delle moschee. Il cattolicesimo è rimasto al Medioevo.


Interno, esterno e offerte al Wat Doi Suthep

Il colore e l'allegria di un wat: la differenza tra un wat e un tempio, è che il tempio si classifica come wat se all'interno ci dimorano almeno cinque monaci


La città si visita in un week end: noi abbiamo anche noleggiato il motorino per visitare i dintorni tra cui il paesino famoso per la pittura a mano degli ombrellini e le hot springs, con i gayser (si può immergere un uovo nelle acque bollenti e cuocerlo).

Bo Sang, il paese in cui prducono gli ombrellini dipinti a mano

Cottura dell'uovo nelle terme

I geyser
Attaccare foglieti d'oro sui simboli sacri è segno di rispetto

Dopo quattro giorni a Chang Mai ci spostiamo a Sukothai, l’antica capitale della Thailandia (dove si crede sia nato il Siam, un po' come il villaggio di capanne di Romolo e Remo), famosa per le rovine della città vecchia. Le abbiamo visitate in bicicletta.


Città di Sukhothai: qui c'era una specie di festa paesana con giostre, un monaco che parlava con il microfono, chiedendo, credo, offerte e strilando senza sputare tutto il tempo e bancarelle che vendevano di tutto da mangiare, compresi degli ottimi spiedini di gambero a 5 bath e orribili di seppie a 10 bath..

Piccoli monaci al lavoro
Da Sukothai bus locale (al costo di meno di un euro a persona per un’ora) per Pitsanoulok, cittadina piuttosto squallida che per noi è solo una sosta per prendere il treno per Bangkok.
Posto per dormire fuori città, con passeggiata di 2 minuti dalla stazione dell'autobus e 'passeggiata' di 3 Km con tutti gli zaini per andare alla stazione dei treni..Ma solo a Pescara le trovi insieme?!!

Una pittoresca fermata del treno

In attesa del treno, sulle rotaie, a Phitsanulok

Offerte: qui si offre di tutto, dal cibo, alla roba da bere, anche coca cola e fanta, servite con tanto di cannuccia. Devo informarmi per sapere che fine fanno dopo tutte queste cose..

Quando si vedono queste lanterne si è in presenza di un'attività cinese: tra l'altro è cominciato l'anno del Drago!

Qui abbiamo cenato a Phitsanulok


Da Bangkok appena arrivati prendiamo ancora un treno, direzione Hua Hn, a tre ore verso sud. Sul vagone siamo gli unici occidentali e non c’è aria condizionata. Praticamente un carro bestiame, e noi siamo le bestie nonché il pasto dei moscerini, visto che i Thai viaggiano con i finestrini abbassati ed è facile fare un frontale con un moscerino che si catapulta nel vagone a 100 Km/h.
A rendere tutto più tipico c'è il bagno alla turca aperto!
La prima impressione di Hua Hin è di una colonia di pensionati svedesi. Non abbiamo ancora visto il mare ma non ci aspettiamo che sia il migliore della Thailandia. Ma tra poco saremo nel vero sud, il vero mare. Giusto il tempo di ricaricarci un po’ dopo tutti questi spostamenti.
Stiamo cercando di imparare il thailandese, o meglio cerchiamo di dire qualche frase, ma è dura, perché ogni intonazione delle vocali può dar un significato diverso alla parola. Ma non molliamo, quando si vive in un posto per un certo periodo di tempo è giusto tentare almeno di parlare, ala fine qualcosa si impara, invece di usare l'inglese per ogni maledetta cosa!


Una bella via di Hua Hin illuminata con lanterne, per il Capodanno cinese

sabato 14 gennaio 2012

Scambieresti i tuo due voli spezzati con la Kuwait Airways con un volo diretto Thai il giorno dopo?


Con questa proposta indecente è cominciata la nostra avventura per la Terra eternamente rimandata, la Thailandia. Già una volta avevamo provato ad entrarci e uno sciopero all’aeroporto ci aveva bloccato, questa volta ci chiedono di attendere 24 ore ma in cambio di un volo diretto e di un servizio migliore e noi, complice anche la stanchezza e la voglia di ri-salutare i nipoti, accettiamo di buon grado. Giù da Fiumicino riscopriamo uno dei piaceri del viaggiare, ovvero quello di conoscere persone di tutti i tipi, alcune delle quali citerai, spesso con toni ironici, nei tuoi discorsi per anni. La fila al check in nei due differenti voli è stata emblematica: il primo giorno eravamo in tutto 10 italiani, poi molti filippini, qualche thailandese e tanti arabi. In fila al desk della Thai l’1 gennaio siamo quasi tutti italiani, molti italiani nel vero senso della parola (ancora devono imbarcare i bagagli e già si preoccupano di come mangeranno o, se sono uomini single, chiedono informazioni ai veterani sui luoghi da frequentare per incontrare ragazze thailandesi). Dieci ora di volo filano lisce come seta (non a caso è il motto della Thai Airlines): unico problema è che praticamente saltiamo la notte. Arriviamo alla guesthouse cotti e sono appena le sette di mattina, menomale che avevo avvertito che saremmo arrivati un giorno in ritardo precisando che ero disponibile anche a pagare la notte precedente. Si menomale se non fossi stata in Thailandia (ricordate che il motto del viaggio in Malesia era “tanta pazienza”? Ecco qui ne serve ancora di più!). L’uomo alla reception, il vecchietto rude di cui tutti si lamentavano nelle recensioni, ci dice di aspettare che la camera sia pronta perché il check out è a mezzogiorno. Usciamo stanchissimi a fare un giro nei dintorni e incontriamo tale Frank, ex reduce dell’esercito americano nonché ex(?) alcolizzato. Io fingo di non parlare inglese anche se a dire il vero dice anche cose interessanti sul luogo che a quanto pare conosce molto bene.
Visitiamo Kao San Road,la strada per i backpackers per antonomasia, dove si vende di tutto (fanno anche tutti i documenti falsi del mondo, dalla patente al TOEFL, fino alla tessera dell'autobus di fronte alla stazione di polizia, su un banchetto ambulante), tranne il coltellino svizzero che ci serve, e si trovano i personaggi più strani e squallidi del pianeta. Alle 7 di mattina c'erano due svedesi, una coppia, che facevano colazione col panino al Mc Donald e lei, una latrina ambulante, si era appena tatuata i polsi (dove?) e li teneva verso l'alto, tutti arrossati. Poi zombie reduci dalla serata precedente che vagano così, scalzi e senza meta..Devo dire che è molto più squallida la mattina presto che il pomeriggio o la sera, quando gli zombie e i reietti lasciano il posto ad un animato passeggio e a varie bancarelle.
Ovviamente ti tirano da tutte le parti anche per venderti dei completi eleganti stile matrimonio fatti su misura, dove non si sa..
Questa è Kao San Road, alla fine ci stiamo vicini e ci siamo passati un paio di volte, visto che comunque è di passaggio dalla nostra guesthouse.
Torniamo alla guesthouse (dove c’è un parente del titolare che scatarra in continuazione) e scopriamo che in pratica ci ha detto bene che un tipo ha fatto il check out altrimenti avremmo atteso invano perché la camera era stata occupata. Scopriremo che qui è una consuetudine: chi prima arriva meglio alloggia anche se tu hai una conferma della prenotazione via email. Che vuoi farci è l’Asia, ci vuole pazienza! Oggi con il traghetto pubblico abbiamo visitato il tempio Was Arut, in riva al fiume e chinatown poi con il tuk tuk, il trasporto tipico di Bangkok, il Buddha nero. Loro sono fierissimi di queste statue che per noi dopo un po’ diventano tutte in serie e ripetitive. Ovviamente abbiamo già fatto il nostro incontro con la cucina thailandese, non solo quella dei ristoranti e delle bancarelle (delle quali siamo sempre clienti affezionati): con la sorella del titolare scorbutico della guesthouse abbiamo fatto una lezione di cucina. Ale ha preparato il pollo in salsa al curry verde piccante, io mi sono buttata su un antipasto più semplice, involtini di primavera freschi con salsa. Il risultato è stata un’ottima cena. Domani cercheremo di organizzare la prossima tappa: direzione Chang Mai, ovvero le montagne del nord. A Bangkok ci fermeremo di nuovo prima di ripartire, non solo per vedere i monumenti che ci mancano e fare shopping ma anche per fare altre lezioni di cucina!

Non si tratta di una piantagione, ma del fiume coperto di piante portate fin qui dall'inondazione di novembre
Uno scorcio di Kao San Road alle 7 di mattina
Kao San Road nel primo pomeriggio

L'ingresso al Wat Arun
Wat Arun





I tuk tuk, mezzi di trasporto ottimi per intossicarsi di smog: economici se non si beccano i truffatori: di norma, se il prezzo è di 40/50 bath ( un euro o poco più) per quasi tutte le destinazioni (anche multiple, aspettano) va bene, ma sei prezzi sono troppo bassi (tipo 20 bath, 50 centesimi) allora vi porteranno nei negozi dei loro compari (quasi) costringedovi a comprare


La montagna d'oro (in miniatura, come i Buddha ce ne sono di riproduzioni in diverse scale in tutta Basngkok) è la sede degli dei e collegamento tra cielo e terra, o mi sbaglio?






Un varano, probabile animale domestico delle baracca di fianco

Quello sotto è un tipo losco e quel vaso sotto quella piccola tettoia è un ricettacolo di malattie: lui aspetta il compare che arriva carico di turisti nel tuk tuk e li fa entrare nel negozio, cercando di rendersi credibile con un roles d'oro finto al polso, mentre il quel vaso c'è dell'acqua (caldissima vista la temperatura) e appoggiato un mestolo, dal quale si abbeverano vari avventori..tutto visto dall'autobus grazie al traffico di Bangkok

Vista al tramonto sul Chao Praya, il fiume di Bangkok
Lezione di aerobica notturna