Dopo sei giorni di permanenza a Hau Hin scendiamo a sud. Destinazione Krabi e da li varie escursioni in barca e sulle isolette circostanti per vedere un po’ di vero mare thailandese. La costa delle Andamane è la più bella, anche se al tempo stesso la più turistica e cara, del Paese. Hua Hin è un paesino a circa 230 km a sud di Bangkok, un tempo villaggio di pescatori, oggi ridotto a colonia svedese. A vedere tutti questi bianchicci non sembra quasi di essere in Thailandia! L’età media dei turisti è alta: ci sono coppie in pensione ma soprattutto single alla ricerca di giovane compagnia. Molti sono viscidi, altri quasi fanno tenerezza (sembra che stiano con le badanti). In ogni caso qui la prostituzione è sotto gli occhi di tutti ma se devo essere sincera, anche se a noi fanno pena, le thailandesi nei girlie bar non sembrano affatto essere dispiaciute e si divertono, almeno apparentemente. Noi abbiamo preso il motorino per girare i dintorni e abbiamo approfittato di questa sosta per recuperare definitivamente il fuso e lavorare un po’. Abbiamo fatto la lavanderia nel posto più economico della città, risultato: a me è sparito un pantalone (ma ci siamo ritrovati una tshirt con disegnata la faccia di un asiatico combattente stile Bruce Lee, evidentemente di qualche altro turista) ma la cosa peggiore è che il detersivo usato dalla signora sa di profumo da vecchia anni ’90. Il marito della signora della lavanderia è un sarto e ha insistito per fare ad Ale dei pantaloni su misura: lui gli ha portato il suo modello di Diesel ma la sua riproposizione è stata un paio di jeans a vita alta stile indiano (e la stoffa è dura e incartapecorita). Stasera abbiamo il bus notturno fino a Krabi: è un servizio vip, solo 24 posti (ma abbiamo sempre il sospetto che lungo la strada caricheranno gente buttata sul corridoio! Vi faremo sapere…
sabato 28 gennaio 2012
martedì 24 gennaio 2012
Verso le montagne e di nuovo giù: Bangkok - Chiang Mai - Hua Hin
Uno dei nostri uffici improvvisati..
Bangkok ha l'odore delle spezie forti, di fogna in alcune parti, di smog e di umidità oppure profuma della frenesia asiatica, dei fiori per le offerte e di incenso, dipende tutto da come si sceglie di viverla. A me peraltro gli odori delle spezie asiatiche piacciono.
Comunque dopo pochi giorni nella capitale ci spostiamo a nord, verso Chang Mai, dopo un comodissimo viaggio in treno di dieci ore che diventano 13 per via di un ritardo.
Questo treno era un seconda classe aria condizionata, e passavano da bere acqua e coca cola e da mangiare il riso con polpette al lemon grass (che sa di svelto al limone) e dolcetti vari. Tutto mangiabilissimo, e soprattutto compreso nel prezzo del biglietto.
Chang Mai è una cittadina a misura d’uomo, molto affascinante e vivibile, perfetta per fermarsi più giorni se si segue un corso, magari di massaggi. E’ una città piena di templi e questo mette allegria: si perché qui i luoghi di culto e le occasioni di ritrovo religiose sono allegri, non cupi come le nostre buie chiese ritrovo di peccatori. Questa è una cosa che avevo notato anche ad Istanbul, a proposito delle moschee. Il cattolicesimo è rimasto al Medioevo.
Il colore e l'allegria di un wat: la differenza tra un wat e un tempio, è che il tempio si classifica come wat se all'interno ci dimorano almeno cinque monaci
La città si visita in un week end: noi abbiamo anche noleggiato il motorino per visitare i dintorni tra cui il paesino famoso per la pittura a mano degli ombrellini e le hot springs, con i gayser (si può immergere un uovo nelle acque bollenti e cuocerlo).
Dopo quattro giorni a Chang Mai ci spostiamo a Sukothai, l’antica capitale della Thailandia (dove si crede sia nato il Siam, un po' come il villaggio di capanne di Romolo e Remo), famosa per le rovine della città vecchia. Le abbiamo visitate in bicicletta.
Offerte: qui si offre di tutto, dal cibo, alla roba da bere, anche coca cola e fanta, servite con tanto di cannuccia. Devo informarmi per sapere che fine fanno dopo tutte queste cose..
Quando si vedono queste lanterne si è in presenza di un'attività cinese: tra l'altro è cominciato l'anno del Drago!
Da Bangkok appena arrivati prendiamo ancora un treno, direzione Hua Hn, a tre ore verso sud. Sul vagone siamo gli unici occidentali e non c’è aria condizionata. Praticamente un carro bestiame, e noi siamo le bestie nonché il pasto dei moscerini, visto che i Thai viaggiano con i finestrini abbassati ed è facile fare un frontale con un moscerino che si catapulta nel vagone a 100 Km/h.
A rendere tutto più tipico c'è il bagno alla turca aperto!
La prima impressione di Hua Hin è di una colonia di pensionati svedesi. Non abbiamo ancora visto il mare ma non ci aspettiamo che sia il migliore della Thailandia. Ma tra poco saremo nel vero sud, il vero mare. Giusto il tempo di ricaricarci un po’ dopo tutti questi spostamenti.
Stiamo cercando di imparare il thailandese, o meglio cerchiamo di dire qualche frase, ma è dura, perché ogni intonazione delle vocali può dar un significato diverso alla parola. Ma non molliamo, quando si vive in un posto per un certo periodo di tempo è giusto tentare almeno di parlare, ala fine qualcosa si impara, invece di usare l'inglese per ogni maledetta cosa!
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ALEeALE
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sabato 14 gennaio 2012
Scambieresti i tuo due voli spezzati con la Kuwait Airways con un volo diretto Thai il giorno dopo?
Con questa proposta indecente è cominciata la nostra avventura per la Terra eternamente rimandata, la Thailandia. Già una volta avevamo provato ad entrarci e uno sciopero all’aeroporto ci aveva bloccato, questa volta ci chiedono di attendere 24 ore ma in cambio di un volo diretto e di un servizio migliore e noi, complice anche la stanchezza e la voglia di ri-salutare i nipoti, accettiamo di buon grado. Giù da Fiumicino riscopriamo uno dei piaceri del viaggiare, ovvero quello di conoscere persone di tutti i tipi, alcune delle quali citerai, spesso con toni ironici, nei tuoi discorsi per anni. La fila al check in nei due differenti voli è stata emblematica: il primo giorno eravamo in tutto 10 italiani, poi molti filippini, qualche thailandese e tanti arabi. In fila al desk della Thai l’1 gennaio siamo quasi tutti italiani, molti italiani nel vero senso della parola (ancora devono imbarcare i bagagli e già si preoccupano di come mangeranno o, se sono uomini single, chiedono informazioni ai veterani sui luoghi da frequentare per incontrare ragazze thailandesi). Dieci ora di volo filano lisce come seta (non a caso è il motto della Thai Airlines): unico problema è che praticamente saltiamo la notte. Arriviamo alla guesthouse cotti e sono appena le sette di mattina, menomale che avevo avvertito che saremmo arrivati un giorno in ritardo precisando che ero disponibile anche a pagare la notte precedente. Si menomale se non fossi stata in Thailandia (ricordate che il motto del viaggio in Malesia era “tanta pazienza”? Ecco qui ne serve ancora di più!). L’uomo alla reception, il vecchietto rude di cui tutti si lamentavano nelle recensioni, ci dice di aspettare che la camera sia pronta perché il check out è a mezzogiorno. Usciamo stanchissimi a fare un giro nei dintorni e incontriamo tale Frank, ex reduce dell’esercito americano nonché ex(?) alcolizzato. Io fingo di non parlare inglese anche se a dire il vero dice anche cose interessanti sul luogo che a quanto pare conosce molto bene.
Visitiamo Kao San Road,la strada per i backpackers per antonomasia, dove si vende di tutto (fanno anche tutti i documenti falsi del mondo, dalla patente al TOEFL, fino alla tessera dell'autobus di fronte alla stazione di polizia, su un banchetto ambulante), tranne il coltellino svizzero che ci serve, e si trovano i personaggi più strani e squallidi del pianeta. Alle 7 di mattina c'erano due svedesi, una coppia, che facevano colazione col panino al Mc Donald e lei, una latrina ambulante, si era appena tatuata i polsi (dove?) e li teneva verso l'alto, tutti arrossati. Poi zombie reduci dalla serata precedente che vagano così, scalzi e senza meta..Devo dire che è molto più squallida la mattina presto che il pomeriggio o la sera, quando gli zombie e i reietti lasciano il posto ad un animato passeggio e a varie bancarelle.
Ovviamente ti tirano da tutte le parti anche per venderti dei completi eleganti stile matrimonio fatti su misura, dove non si sa..
Questa è Kao San Road, alla fine ci stiamo vicini e ci siamo passati un paio di volte, visto che comunque è di passaggio dalla nostra guesthouse.
Torniamo alla guesthouse (dove c’è un parente del titolare che scatarra in continuazione) e scopriamo che in pratica ci ha detto bene che un tipo ha fatto il check out altrimenti avremmo atteso invano perché la camera era stata occupata. Scopriremo che qui è una consuetudine: chi prima arriva meglio alloggia anche se tu hai una conferma della prenotazione via email. Che vuoi farci è l’Asia, ci vuole pazienza! Oggi con il traghetto pubblico abbiamo visitato il tempio Was Arut, in riva al fiume e chinatown poi con il tuk tuk, il trasporto tipico di Bangkok, il Buddha nero. Loro sono fierissimi di queste statue che per noi dopo un po’ diventano tutte in serie e ripetitive. Ovviamente abbiamo già fatto il nostro incontro con la cucina thailandese, non solo quella dei ristoranti e delle bancarelle (delle quali siamo sempre clienti affezionati): con la sorella del titolare scorbutico della guesthouse abbiamo fatto una lezione di cucina. Ale ha preparato il pollo in salsa al curry verde piccante, io mi sono buttata su un antipasto più semplice, involtini di primavera freschi con salsa. Il risultato è stata un’ottima cena. Domani cercheremo di organizzare la prossima tappa: direzione Chang Mai, ovvero le montagne del nord. A Bangkok ci fermeremo di nuovo prima di ripartire, non solo per vedere i monumenti che ci mancano e fare shopping ma anche per fare altre lezioni di cucina!
Pubblicato da
ALEeALE
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